
Il Festival della Via Decia è composto da appuntamenti all’insegna della condivisione. Ogni evento, ogni iniziativa porta la firma di istituzioni, persone, associazioni, operatori turistici che ogni giorno – spesso silenziosamente – lavorano per dissodare il terreno delle nostre comunità. Per mantenerlo vivo, fecondo. Per perseguire quelle azioni, quei progetti che hanno la forza di nutrire i legami, di tenerli vivi, è la chiave, il segreto.
La Montagna che Accoglie
Il Festival de La Via Decia torna per la sua III edizione, chiamando a raccolta le comunità del territorio della Valle di Scalve.
Si tratta di una rassegna di iniziative sociali e culturali che, in linea con La Via Decia – il cammino dei boschi di ferro (percorso di 95 km articolato in 5 tappe, inaugurato nel 2023 dalla Sottosezione CAI Valle di Scalve, in occasione dei 100 anni del disastro del Gleno), intende evidenziare la ricchezza del paesaggio dal punto di vista naturalistico e culturale, proponendosi altresì come filo in grado di cucire fra loro le comunità interessate dal percorso.
Dunque, una tre giorni di festa (25, 26 e 27 settembre 2026) con l’obiettivo di raccogliere il territorio, evidenziandone le risorse, favorendo lo scambio e l’incontro fra le persone e le comunità.
Proponendo ogni anno un tema diverso, quest’anno il Festival pone il proprio focus sull’accoglienza, scelta non casuale dato che il programma sarà arricchito da un’importante novità, ossia il coinvolgimento del progetto La Montagna che accoglie che, avviato alla fine del 2025, mira la sua attenzione ai cammini e alle comunità.
Partire o ripartire da cammini e comunità: sono queste due parole e questo scopo il filo conduttore, il minimo comun denominatore che uniscono La Via Decia il cammino dei boschi di ferro (e il suo festival) e il progetto La Montagna che accoglie, affinché sia possibile una nuova narrazione del territorio, capace di intrecciare memoria, natura e futuro. Attraverso un turismo lento e accessibile, il cammino diventa uno spazio di incontro, relazione e inclusione, in cui abitanti, camminatori e visitatori partecipano e collaborano attivamente alla valorizzazione dei luoghi.
Persone, comunità e territorio non sono solo attori e scenario, ma si trasformano in veri e propri protagonisti attivi di un processo di rigenerazione sociale, culturale ed economica.
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